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Carcinoma alla prostata

Uno dei tumori più frequenti negli uomini italiani: spesso silenzioso all'inizio, ma con ottime possibilità di cura se scoperto per tempo.

Cos'è

Un tumore frequente, spesso lento

Il carcinoma della prostata nasce dalle cellule della ghiandola prostatica che iniziano a crescere in modo incontrollato. Nella grande maggioranza dei casi si tratta di un adenocarcinoma.

Secondo le stime AIOM, in Italia nel 2025 sono state circa 31.000 le nuove diagnosi. È quindi tra i tumori più diagnosticati negli uomini. Molte forme crescono lentamente e restano confinate alla prostata per anni. Altre sono più aggressive e possono diffondersi a linfonodi e ossa.

Grazie alla diagnosi precoce e alle terapie moderne, la sopravvivenza a cinque anni è tra le più alte in oncologia. La sfida attuale è riconoscere precocemente le forme aggressive, evitando di sottoporre a trattamenti non necessari chi ha un tumore poco aggressivo.

Chi colpisceUomoraro prima dei 50 anni, più frequente con l'età
OrganoProstatasoprattutto la zona periferica della ghiandola
SpecialistaUro-oncologoin team multidisciplinare (Prostate Unit)
Casi in Italia~31.000nuove diagnosi stimate nel 2025 (AIOM)
Cause e fattori di rischio

Chi è più a rischio

Età

È il fattore di rischio principale: la probabilità di ammalarsi aumenta in modo marcato dopo i 50 anni.

Familiarità

Il rischio aumenta se padre o fratelli hanno avuto un tumore della prostata, soprattutto se in giovane età.

Fattori genetici

Alcune mutazioni ereditarie, come quelle dei geni BRCA1 e soprattutto BRCA2, si associano a forme più precoci e aggressive.

Stile di vita

Obesità, sedentarietà e una dieta ricca di grassi animali sono associate a un rischio maggiore, in particolare di forme aggressive.

Sintomatologia

Silenzioso nelle fasi iniziali

Nelle fasi precoci il tumore della prostata non dà quasi mai sintomi. Per questo è importante la diagnosi precoce. Quando presenti, i disturbi possono essere:

  • Disturbi urinari come getto debole o minzioni frequenti, che però sono molto più spesso dovuti all'iperplasia benigna.
  • Sangue nelle urine o nello sperma, da segnalare sempre al medico.
  • Difficoltà di erezione di nuova comparsa, in alcuni casi.
  • Dolori ossei persistenti, ad esempio alla schiena o al bacino, nelle forme avanzate con metastasi.
  • Stanchezza e calo di peso non spiegati, nelle fasi più avanzate.

Quando rivolgersi al medico

  • se hai più di 50 anni e non hai mai parlato di prostata con il tuo medico;
  • dai 45 anni, o anche prima, se in famiglia ci sono stati casi di tumore della prostata o mutazioni BRCA;
  • se noti sangue nelle urine o nello sperma;
  • in caso di dolori ossei persistenti senza una causa evidente.

Un valore di PSA alterato non significa automaticamente tumore: va sempre interpretato dall'urologo.

Diagnosi ed esami diagnostici

Come si diagnostica

Il percorso diagnostico moderno parte dal PSA, passa per la risonanza magnetica e arriva alla biopsia solo quando è davvero necessaria.

Esame 1

PSA

Il dosaggio dell'antigene prostatico specifico nel sangue è il primo esame. Può aumentare anche per iperplasia benigna o prostatite: conta l'andamento nel tempo, valutato dallo specialista.

Esame 2

Visita ed esplorazione rettale

Con l'esplorazione digito-rettale l'urologo valuta consistenza e regolarità della prostata e può percepire noduli sospetti.

Esame 3

Risonanza multiparametrica

La risonanza magnetica della prostata individua le aree sospette e le classifica con un punteggio (PI-RADS), aiutando a decidere se e dove fare la biopsia.

Esame 4

Biopsia prostatica

È l'unico esame che conferma la diagnosi. Si prelevano piccoli frammenti di tessuto, spesso mirati sulle aree della risonanza, preferibilmente per via transperineale.

Esame 5

Grado e stadio

L'anatomopatologo assegna un grado di aggressività (Gleason / ISUP). Il PSA, la risonanza e il grado definiscono la classe di rischio.

Esame 6

Esami di stadiazione

Nelle forme a rischio più elevato si cercano eventuali metastasi con TC, scintigrafia ossea o PET con traccianti specifici, come la PET-PSMA.

Terapie

Come si cura

La scelta si fa in team multidisciplinare (urologo, oncologo, radioterapista), considerando la classe di rischio, l'età, lo stato di salute e le preferenze del paziente.

Sorveglianza attiva

Per i tumori a basso rischio: controlli regolari di PSA, risonanza e biopsia, rinviando il trattamento solo se la malattia mostra segni di progressione.

Prostatectomia radicale

L'asportazione della prostata, oggi eseguita spesso con chirurgia robotica o laparoscopica nei centri italiani. L'obiettivo è preservare continenza ed erezione quando possibile.

Radioterapia

Radioterapia esterna ad alta precisione o brachiterapia, da sola o associata a terapia ormonale nelle forme a rischio intermedio-alto.

Terapie sistemiche

Nelle forme avanzate: terapia di deprivazione androgenica, nuovi farmaci ormonali, chemioterapia, farmaci a bersaglio molecolare nei pazienti con mutazioni specifiche e terapie radiometaboliche.

Prevenzione e consigli

Cosa puoi fare

Domande frequenti

Carcinoma alla prostata in breve

Tutti i tumori della prostata vanno operati?

No. Molti tumori a basso rischio possono essere seguiti con la sorveglianza attiva, senza effetti collaterali dei trattamenti, finché restano stabili. La decisione va presa con lo specialista, valutando ogni singolo caso.

Dopo le cure si torna a una vita normale?

Nella maggior parte dei casi sì. Incontinenza e disfunzione erettile sono possibili effetti collaterali di chirurgia e radioterapia, ma oggi sono meno frequenti grazie alle tecniche moderne e si possono trattare con riabilitazione del pavimento pelvico e terapie specifiche.

Esiste uno screening gratuito in Italia?

In Lombardia è attivo dal novembre 2024 un programma organizzato e gratuito di diagnosi precoce basato sul PSA, e anche la Basilicata ha avviato un percorso strutturato. Nelle altre regioni il PSA si prescrive con impegnativa del medico di medicina generale. Chi ha una diagnosi di tumore ha diritto all'esenzione dal ticket per patologia oncologica (codice 048).

Lo specialista di riferimento: l'uro-oncologo

Scopri di cosa si occupa l'Urologia Oncologica, la sotto-specializzazione dedicata ai tumori dell'apparato urinario e genitale maschile.

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