La stenosi dell'uretra è una riduzione del calibro dell'uretra, il condotto che porta l'urina dalla vescica all'esterno, causata da un tessuto cicatriziale che ne irrigidisce la parete.
È molto più frequente nell'uomo, nel quale l'uretra è lunga circa 18-20 centimetri e attraversa prostata, perineo e pene. Può interessare un breve tratto o un segmento esteso, e la sua sede e lunghezza orientano la scelta della terapia.
Il restringimento obbliga la vescica a spingere con più forza per svuotarsi. Nel tempo possono comparire ristagno di urina, infezioni ricorrenti, calcoli vescicali e, nei casi più gravi e trascurati, sofferenza dei reni.
Cateterismi, endoscopie e interventi sulla prostata o sull'uretra sono tra le cause più frequenti di cicatrici uretrali.
Cadute a cavalcioni, incidenti e fratture del bacino possono lesionare l'uretra e lasciare un restringimento anche a distanza di tempo.
Uretriti, anche da infezioni sessualmente trasmesse, e malattie infiammatorie della cute genitale come il lichen sclerosus.
I trattamenti radianti sulla regione pelvica, ad esempio per tumore della prostata, possono favorire la fibrosi dell'uretra.
Più rare, sono presenti dalla nascita o legate a malformazioni come l'ipospadia e ai suoi esiti chirurgici.
In una quota di pazienti non si riconosce una causa precisa: si parla di stenosi idiopatica.
I disturbi compaiono gradualmente e spesso vengono confusi con quelli dell'ingrossamento prostatico. I più tipici sono:
L'impossibilità a urinare con vescica piena e dolorosa (ritenzione urinaria acuta) è un'urgenza: chiama il 112 / 118 o recati al Pronto Soccorso. Non tentare manovre fai-da-te con cateteri.
Gli esami servono a confermare il restringimento e a definirne sede, lunghezza e calibro, informazioni indispensabili per scegliere il trattamento.
Raccolta della storia clinica, con attenzione a interventi, cateterismi, traumi e infezioni pregresse, ed esame dei genitali.
Si urina in un apposito apparecchio che misura velocità e andamento del flusso. Una curva piatta e prolungata è tipica della stenosi.
Valuta quanta urina resta in vescica dopo la minzione e lo stato di vescica e reni.
Esame radiologico con mezzo di contrasto, retrogrado e minzionale, che mostra con precisione sede ed estensione del restringimento.
Un sottile strumento flessibile permette di osservare direttamente l'uretra. Si esegue in ambulatorio, con anestetico locale.
Escludono o documentano un'infezione associata, da trattare prima di eventuali procedure.
La scelta dipende da sede, lunghezza e storia della stenosi. I trattamenti endoscopici sono più semplici ma hanno un rischio di recidiva più alto, la chirurgia ricostruttiva offre risultati più duraturi.
L'allargamento progressivo dell'uretra con appositi strumenti dà un sollievo temporaneo e viene usato in casi selezionati.
Il tessuto cicatriziale viene inciso dall'interno con uno strumento introdotto nell'uretra. È indicata soprattutto per stenosi brevi, alla prima diagnosi.
Intervento di chirurgia ricostruttiva che asporta il tratto ristretto o lo allarga con un innesto, spesso di mucosa della bocca. Va eseguito in centri esperti.
I sintomi sono molto simili, getto debole e sforzo. A distinguerli sono la storia clinica (traumi, cateteri, infezioni) e gli esami: uroflussometria, uretrocistografia e uretrocistoscopia. La stenosi può colpire anche uomini giovani, l'ingrossamento prostatico no.
Sì, la recidiva è possibile, soprattutto dopo dilatazioni e uretrotomie ripetute. Per le stenosi lunghe o già trattate più volte, la chirurgia ricostruttiva in un centro esperto offre in genere i risultati più duraturi.
Sì. Visita urologica, uroflussometria, uretrocistografia, cistoscopia e interventi sono erogati dal SSN, con impegnativa del medico di medicina generale e pagamento del ticket dove previsto. Per l'uretroplastica è opportuno rivolgersi a centri di riferimento regionali.
La stenosi dell'uretra coinvolge l'apparato genitale maschile ed è trattata in collaborazione con l'Andrologia e la chirurgia ricostruttiva urologica.