Il tumore della vescica nasce quasi sempre dall'urotelio, il tessuto che riveste l'interno della vescica e delle vie urinarie. Per questo si parla di carcinoma uroteliale.
Si distinguono due grandi gruppi. I tumori non muscolo-invasivi, la maggioranza alla diagnosi, sono limitati agli strati superficiali: si curano con interventi endoscopici, ma tendono a ripresentarsi e richiedono controlli regolari. I tumori muscolo-invasivi raggiungono la parete muscolare e sono più aggressivi.
Secondo le stime AIOM, in Italia nel 2025 sono stati circa 29.000 i nuovi casi, in gran parte negli uomini. È uno dei tumori più frequenti nella popolazione maschile.
È il fattore di rischio più importante: le sostanze cancerogene del fumo vengono eliminate con le urine e restano a contatto con la parete della vescica.
Il contatto prolungato con ammine aromatiche e altri composti chimici dell'industria di coloranti, gomma, vernici e pellami aumenta il rischio.
Il rischio cresce con l'età ed è più alto negli uomini, anche per la maggiore diffusione del fumo e delle esposizioni lavorative.
Precedenti radioterapie del bacino, alcune chemioterapie, infiammazioni croniche della vescica e l'uso prolungato di catetere.
Il sintomo più tipico è la presenza di sangue nelle urine, spesso senza dolore e a volte intermittente. Altri disturbi possibili sono:
Un'ematuria abbondante con coaguli che impedisce di urinare richiede il Pronto Soccorso: 112 / 118.
Il sospetto nasce dall'ematuria. La conferma arriva dalla cistoscopia e dall'esame istologico del tessuto asportato.
L'esame delle urine rileva il sangue. La citologia urinaria cerca al microscopio cellule tumorali sfaldate dalla parete vescicale.
L'ecografia di reni e vescica, eseguita a vescica piena, può mostrare lesioni vegetanti all'interno della vescica.
È l'esame fondamentale: una sottile sonda con telecamera, introdotta dall'uretra in anestesia locale, permette di vedere direttamente l'interno della vescica.
La TC con mezzo di contrasto studia l'intero apparato urinario, compresi reni e ureteri, ed è utile per la stadiazione.
Con un intervento per via uretrale si asporta la lesione: l'esame istologico definisce tipo, grado e profondità di invasione del tumore.
Il trattamento dipende soprattutto dal fatto che il tumore abbia invaso o meno la parete muscolare della vescica.
Nei tumori non muscolo-invasivi la TURBT è sia diagnostica sia curativa, seguita da cistoscopie di controllo periodiche.
Instillazioni in vescica di chemioterapici o del bacillo di Calmette-Guérin (BCG) riducono il rischio che il tumore si ripresenti o progredisca.
Nei tumori muscolo-invasivi si asporta la vescica e si ricostruisce una via di uscita dell'urina, con una stomia o una "neovescica" ricavata dall'intestino.
Chemioterapia prima o dopo l'intervento, trattamenti che preservano la vescica associando radio e chemioterapia, e immunoterapia nelle forme avanzate.
I tumori vescicali non muscolo-invasivi hanno un'elevata tendenza a ripresentarsi. Le cistoscopie periodiche, più ravvicinate nei primi anni, permettono di individuare e trattare precocemente eventuali recidive.
Oggi si esegue in genere con strumenti flessibili e gel anestetico: può essere fastidiosa ma è ben tollerata e dura pochi minuti, in regime ambulatoriale.
Il medico di medicina generale prescrive con impegnativa la visita urologica, l'esame delle urine e l'ecografia, prenotabili al CUP. Con una diagnosi di tumore si ottiene l'esenzione dal ticket per patologia oncologica (codice 048), che copre i controlli e le cure correlate. Se c'è il sospetto di un'origine professionale, il medico può avviare la segnalazione all'INAIL.
Scopri di cosa si occupa l'Urologia Oncologica, la sotto-specializzazione dedicata ai tumori dell'apparato urinario e genitale maschile.