Il tumore della via escretiva superiore nasce dall'urotelio, lo stesso tessuto che riveste la vescica, ma nelle strutture che raccolgono e trasportano l'urina sopra la vescica: i calici e la pelvi renale e gli ureteri.
È molto meno frequente del tumore della vescica: rappresenta una piccola parte dei tumori uroteliali. Proprio perché raro e talvolta confuso con altre cause di sangue nelle urine o di dilatazione renale, richiede centri con esperienza specifica.
Chi ha avuto un tumore della via escretiva ha un rischio aumentato di svilupparne uno in vescica, e viceversa. Per questo i controlli riguardano tutto l'apparato urinario.
Come per il tumore della vescica, è il principale fattore di rischio modificabile.
Il contatto professionale prolungato con ammine aromatiche e alcuni composti industriali aumenta il rischio.
Questa sindrome ereditaria, nota soprattutto per i tumori del colon e dell'endometrio, predispone anche ai tumori della via escretiva.
Chi ha avuto un tumore uroteliale della vescica ha un rischio maggiore di svilupparne uno nelle vie urinarie superiori.
I sintomi sono spesso simili a quelli di altre patologie urologiche più comuni, come i calcoli:
Un dolore al fianco intenso con febbre alta richiede una valutazione urgente: 112 / 118.
Lo studio combina l'imaging dell'intero apparato urinario con l'osservazione diretta delle cavità renali e degli ureteri.
La TC con mezzo di contrasto, con fase "urografica", è l'esame di riferimento: mostra difetti di riempimento nelle vie urinarie e valuta l'estensione della malattia.
La ricerca di cellule tumorali nelle urine, anche raccolte selettivamente dal singolo uretere, aiuta a confermare il sospetto.
Si esegue sempre, per escludere la presenza contemporanea di un tumore in vescica.
Un sottile endoscopio risale dall'uretra fino all'uretere e al rene, permettendo di vedere la lesione e prelevarne un campione per l'esame istologico.
È un'alternativa alla TC quando il mezzo di contrasto iodato non può essere somministrato.
La scelta dipende dal rischio del tumore, cioè dimensioni, grado ed estensione, e dalla funzione renale complessiva del paziente.
L'asportazione di rene, uretere e del piccolo tratto di vescica in cui sbocca l'uretere, spesso con tecnica laparoscopica o robotica. È il trattamento standard dei tumori ad alto rischio.
Nei tumori piccoli e a basso rischio, o in chi ha un solo rene, la lesione si può distruggere con il laser per via ureteroscopica, preservando il rene.
Chemioterapia dopo l'intervento nelle forme a rischio più elevato, e chemio o immunoterapia nella malattia avanzata, decise in team con l'oncologo.
Dopo il trattamento servono cistoscopie e uro-TC periodiche, per la possibilità di recidive in vescica o nelle vie urinarie rimaste.
Ha la stessa origine, perché nasce dall'urotelio, ma si sviluppa nelle cavità del rene o negli ureteri. Si comporta in modo in parte diverso, è più raro e richiede esami e trattamenti specifici.
In casi selezionati sì: per i tumori piccoli e a basso rischio, o quando il paziente ha un solo rene o una funzione renale ridotta, si può ricorrere al trattamento endoscopico con laser, accettando la necessità di controlli più frequenti.
Il medico di medicina generale prescrive con impegnativa la visita urologica e gli esami, come l'uro-TC, prenotabili al CUP. Per una patologia rara come questa è consigliabile rivolgersi a centri urologici ospedalieri con esperienza in endourologia e uro-oncologia. Con la diagnosi di tumore si ha diritto all'esenzione dal ticket per patologia oncologica (codice 048).
Scopri di cosa si occupa l'Urologia Oncologica, la sotto-specializzazione dedicata ai tumori dell'apparato urinario e genitale maschile.